Cara Giulia,
ci dispiace sinceramente leggere la sua recensione, perché dietro alla caccia Halloween che ha prenotato c’è molto più di un “sacchetto con delle buste”.
Tutti i nostri giochi sono pensati, scritti e testati da noi, partendo da curiosità vere e poco conosciute sulla città. Non sono scaricabili da un’app, né generati da un algoritmo: c’è creatività, ricerca, storytelling, mappatura, enigmi originali e un forte lavoro di progettazione. È un format immersivo e artigianale, pensato per far giocare adulti e ragazzi in modo attivo e coinvolgente, e la penna “che non scrive” è in realtà una penna a inchiostro invisibile che ha un ruolo preciso nel gioco — mi dispiace che non abbia avuto occasione di scoprirlo.
Nel suo evento in particolare, abbiamo avuto 8 squadre e 2 operatori dedicati in presenza (una guida turistica accogliente e un referente logistico), più 2 operatori in remoto che seguivano costantemente l’avanzamento del gioco, pronti ad aiutare e adattare i ritmi in base alle esigenze dei gruppi. Questo significa una persona ogni 2 squadre — un livello di attenzione e cura molto raro in esperienze di questo tipo.
Purtroppo, nel suo caso, ci risulta che abbia scelto di non giocare, rifiutando gli aiuti e abbandonando il percorso già al primo indizio.
Noi facciamo di tutto per guidare i partecipanti quando si bloccano, proponendo semplificazioni, tagli di tappa, indizi mirati: è una caccia adattiva, non un quiz rigido. Ma serve anche la volontà di lasciarsi coinvolgere e giocare.
Infine, sul prezzo: ci sta che non sia l’attività adatta a tutti, ma ridurla al costo di una passeggiata è davvero ingiusto. Ci sono esperienze e professionisti dietro ogni dettaglio, e la cultura ha un valore, anche se proposta in forma ludica.
Accettiamo con piacere ogni critica costruttiva. Ma dispiace ricevere recensioni che non riflettono l’esperienza proposta, né l’impegno che ci mettiamo.
Le auguriamo comunque il meglio.
Un caro saluto,
Il team di Vivovenetia